Set 25, 2014

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Quando l’orecchio fischia

Quando l’orecchio fischia

“Mi fischia l’orecchio: dimmi un numero!”, oppure “che fischio alle orecchie: qualcuno mi pensa”. Effettivamente non è proprio così. L’acufene, o più comunemente chiamato “ronzio”, è una percezione di rumore pur in assenza di rumori reali. Di tanto in tanto capita a tutti, ma 1 persona su 10 ne soffre in modo continuo. Nella maggior parte dei casi, l’acufene non interferisce in maniera significativa con la qualità della vita, però può ostacolare la capacità di concentrazione e disturbare il sonno notturno. L’acufene può manifestarsi in una o in entrambe le orecchie, e a volte è difficile localizzarlo perché sembra di avvertirlo in maniera diffusa in tutta la testa. Infatti, non è generato dal rumore esterno, ma è prodotto dal nostro apparato uditivo.

 

Come funziona l’orecchio

Prima di proseguire, è meglio capire com’è strutturato il nostro orecchio e come funziona. L’orecchio è diviso in 3 parti: esterno, medio e interno. L’esterno cattura le onde sonore e le trasmette alla membrana del timpano, che separa l’orecchio esterno da quello medio. Le onde sonore fanno vibrare il timpano, che trasmette queste vibrazioni ad una catena di 3 ossicini, chiamati martello, incudine e staffa, presenti nell’orecchio medio.Acufene orecchio A questo punto, le onde vengono prima amplificate, e poi inviate alla coclea, situata nell’orecchio interno. Nella coclea, le vibrazioni originali sono convertite in segnali elettrici, inviati dal nervo acustico al cervello, che poi le interpreta come suoni distinti. L’orecchio è designato a percepire una gamma molto ampia di suoni, da quello bassi a quelli molto alti, con una sensibilità particolare nei confronti dei suoni proprio del linguaggio umano. L’orecchio, inoltre, tramite l’apparato vestibolare presente nel settore interno, riveste un ruolo fondamentale nel mantenerci in equilibrio, ma questa è un’altra storia.

 

Cause dell’acufene

Sebbene il meccanismo esatto dell’acufene non sia ancora stato compreso del tutto, la sua comparsa è legata ad alcuni fattori noti. Il danneggiamento delle cellule della coclea o l’esposizione a rumori eccessivi possono rappresentare una prima causa di acufene. Molti soffrono di un acufene temporaneo, per esempio dopo un concerto rock ad alto volume o una notte in discoteca. Questa manifestazione, chiamata “Shift Threshold Temporary” (TTS), è una conduzione transitoria che si pensa dovuta all’esaurimento metabolico delle cellule ciliate della coclea. Un’esposizione continua a eventi così rumorosi, però, rischia di procurare danni irreparabili alle cellule del nostro orecchio che, in certi casi, può cominciare a inviare al cervello segnali alterati e causare di conseguenza un acufene permanente, un’ipoacusia o addirittura entrambe le cose. Tra le altre cause dell’acufene ci sono poi l’età, l’ipertensione, il cerume impattato, la Malattia di Ménière, i traumi alla testa o al collo, i problemi vascolari o temporo-mandibolari e anche lo stress, anche se quest’ultimo di solito contribuisce più che altro ad aumentare l’acufene e a renderlo ancora più insopportabile.

 

Come Intervenire

Secondo quanto riportato dal “Journal of the Academy of Audiology”, la muscolatura e le patologie articolari del collo e della testa sono spesso associate all’acufene: “Le due principali cause di acufene sono la perdita dell’udito e i disturbi miofasciali della testa e del collo”. Il dottor John K. Paterson, dopo aver notato che alcuni casi di acufene sono scomparsi in seguito a manipolazioni cervicali, suggerisce che in certe circostanze, l’acufene possa avere origine dalle capsule articolari posteriori del rachide cervicale. Questi e altri studi hanno individuato nei problemi di postura della schiena i fattori che contribuiscono all’insorgere dell’acufene. Terapie manuali, compresi gli aggiustamenti chiropratici volti a correggere errate posture e tensioni muscolari, si sono rivelate utili nel ridurre o eliminare questo disturbo. Se anche tu soffri di acufene parlane con il tuo chiropratico di fiducia. Il trattamento delle sublussazioni del collo e della tensione muscolare intorno a collo e spalle potrebbe riuscire a Ginkgo-Bilobadarti sollievo. Inoltre bisogna porre particolare attenzione ad una sana alimentazione, riducendo il sale e la caffeina. Integratori di minerali possono portare dei benefici, ma c’è chi ha trovato un enorme sollievo con il “Ginkgo Biloba”, una pianta con piccole foglie verdi bilobate che contiene dei principi attivi, direttamente coinvolti nel miglioramento del microcircolo, nella fluidità del sangue e nella lotta contro i radicali liberi.

 

La Prevenzione

Dato che la causa più comune dell’acufene è legata ai rumori forti, ridurre l’esposizione a tali rumori è la prima cosa da fare per evitare l’insorgere del fastidioso ronzio. L’intensità di un suono, e quindi la pressione che esso esercita sul timpano, è misurata in decibel (dB). Il linguaggio umano in una conversazione normale raggiunge circa i 50 dB. Un bar affollato ha un livello di circa 80-90 dB. Le direttive europee indicano che il livello di 85 dB può essere sopportato per circa 8 ore senza che il nostro orecchio ne risenta. Al di sopra di tale soglia, l’incremento di 3 dB comporta un dimezzamento del tempo di sopportazione. Se possiamo, quindi, esporci per 8 ore a un rumore pari a 85 dB, un rumore di 88 dB ci costringe a darcela a gambe dopo 4 ore, e così via.

Come altre misure di prevenzione è necessario curare la nostra pressione sanguigna e la nostra circolazione, adottando un’alimentazione e degli stili di vita sani, e anche il riposo non è da sottovalutare, quindi scegliere con cura cuscino e materasso è d’obbligo.

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